Un falco azzurro li guidò alla meta,
fra quelle rocce impervie con amore.
Helga ormai non sentiva più dolore,
e aveva in cuore una gioia segreta.
Finalmente raggiunsero la vetta
della montagna. Sotto un grande pino
una fontana zampillava schietta
dentro ad un azzurrognolo bacino.
- Questa è la fonte dove io bevevo -
disse Giacinto con un gran sorriso
- quando ero un bimbo, e quello che vedevo
mi sembrava davvero un paradiso.
Ma un brutto giorno la fonte svanì,
sconvolta da un orrendo terremoto
che distrusse ogni cosa. Ed ora è qui,
tornata come da un paese ignoto.
Tese la mano ad Helga, e la invitò
a bere un sorso di quell'acqua pura.
Helga lo fece: ed ecco che parlò
e cantò, tutta lieta e ormai sicura.
Al posto delle pinne, ecco, ora porta
due belle gambe, ed un bel passo snello.
Che meraviglia! A un tratto in piedi è sorta,
canta e sorride, e abbraccia il suo monello.
Saltella il cane intorno a loro, e freme.
Con gioia si conclude l'avventura.
Helga e Giacinto resteranno insieme
per una vita lieta e duratura.
FINE DELL'AVVENTURA
GIACINTO E LA SIRENETTA - racconto di Luigi Jadicicco
mercoledì 17 ottobre 2012
martedì 16 ottobre 2012
BALLATA DI GIACINTO E LA SIRENETTA -7
Prima, però, pagatemi la cena! -
- Noi, soldi non ne abbiamo!- urlò il monello
sconcertato. Ma, senza darsi pena,
la sirenetta trasse da un borsello
minuscolo, che aveva alla cintura,
una perla azzurrina assai pregiata,
e l'offre all'oste, che si rassicura
per questa ricompensa inaspettata.
Partirono col cielo ancora oscuro.
Sul far dell'alba, ai limiti di un bosco
c'era una strada fiancheggiante un muro.
Giacinto disse: - Sì, la riconosco!-
Era un'aspra salita. Helga esitava.
Anche il cane era incerto. - Come vanno
le tue pinne, carina? Su, da brava! -
E presero a salire senza affanno.
Ora Helga sorrideva. Nel suo cuore,
pur costretta a tacere, lei sentiva
nascer pian piano un briciolo d'amore
che al suo piccolo amico ormai la univa.
E quelle pinne, non più doloranti,
erano salde e forti sul sentiero:
il miracolo chiesto il giorno avanti
già si stava compiendo per davvero.
(continua)
- Noi, soldi non ne abbiamo!- urlò il monello
sconcertato. Ma, senza darsi pena,
la sirenetta trasse da un borsello
minuscolo, che aveva alla cintura,
una perla azzurrina assai pregiata,
e l'offre all'oste, che si rassicura
per questa ricompensa inaspettata.
Partirono col cielo ancora oscuro.
Sul far dell'alba, ai limiti di un bosco
c'era una strada fiancheggiante un muro.
Giacinto disse: - Sì, la riconosco!-
Era un'aspra salita. Helga esitava.
Anche il cane era incerto. - Come vanno
le tue pinne, carina? Su, da brava! -
E presero a salire senza affanno.
Ora Helga sorrideva. Nel suo cuore,
pur costretta a tacere, lei sentiva
nascer pian piano un briciolo d'amore
che al suo piccolo amico ormai la univa.
E quelle pinne, non più doloranti,
erano salde e forti sul sentiero:
il miracolo chiesto il giorno avanti
già si stava compiendo per davvero.
(continua)
lunedì 15 ottobre 2012
LA BALLATA DI GIACINTO E LA SIRENETTA -6
- Hai niente altro, padrone, per favore? -
chiese Giacinto in tono un po' pietoso.
La sirenetta intanto, con fervore,
chiedeva al cielo un dono assai prezioso.
L'oste, adesso, si mostra più cortese,
e serve un piatto di verdura calda,
e un vassoio di trote e maionese.
Il cuore dei viandanti si rinsalda.
- Dove andate? - con aria maliziosa
chiede l'oste ai ragazzi. - Ma...chissà!
Cerchiamo una sorgente misteriosa,
dove si attinge la felicità -
- Forse posso aiutarvi - disse l'uomo.
- Seguitemi...- E discesero pian piano
in una grotta grande come un duomo.
Spinse un sasso quadrato con la mano.
Un riquadro di luce celestina
apparve alla parete, e tutti intenti
vi guardarono dentro: una stradina
si snodava tra boschi iridescenti.
- Salite quella strada - disse l'oste.
- Un falco azzurro vi accompagnerà,
scoprendo tra le rocce più nascoste
la sorgente che dà felicità -
(continua)
chiese Giacinto in tono un po' pietoso.
La sirenetta intanto, con fervore,
chiedeva al cielo un dono assai prezioso.
L'oste, adesso, si mostra più cortese,
e serve un piatto di verdura calda,
e un vassoio di trote e maionese.
Il cuore dei viandanti si rinsalda.
- Dove andate? - con aria maliziosa
chiede l'oste ai ragazzi. - Ma...chissà!
Cerchiamo una sorgente misteriosa,
dove si attinge la felicità -
- Forse posso aiutarvi - disse l'uomo.
- Seguitemi...- E discesero pian piano
in una grotta grande come un duomo.
Spinse un sasso quadrato con la mano.
Un riquadro di luce celestina
apparve alla parete, e tutti intenti
vi guardarono dentro: una stradina
si snodava tra boschi iridescenti.
- Salite quella strada - disse l'oste.
- Un falco azzurro vi accompagnerà,
scoprendo tra le rocce più nascoste
la sorgente che dà felicità -
(continua)
domenica 14 ottobre 2012
LA BALLATA DI GIACINTO E LA SIRENETTA -5
Helga fa un gesto anche al bambino
perché si riposi sul bel prato;
pure il cane si stende a lei vicino,
e dal dolore sembra consolato.
Domirono due giorni, o chissà quanto;
e appena si destarono, di fronte,
una luce d'arancio e d'amaranto
tingeva tutto intorno l'orizzonte.
- Andiamo,andiamo, è ora ormai di agire -
disse il bambino. Ed Helga, sorridente,
si alzò decisa, senza più soffrire.
Il cane andò con loro agevolmente.
Andarono per ore, su una via
odorosa di glicini e di alloro.
Poi videro un'insegna d'osteria,
e cercarono un poco di ristoro.
L'oste sembrava un orco assai ringhisoso;
li accolse con malgarbo, a muso duro.
- Oggi per noi è giorno di riposo!
Se volete, c'è un po' di pane scuro -
Ai nostri amici, tanta era la fame,
quel pane piacque più di una focaccia,
la più squisita di tutto il reame.
In un minuto, non ne restò traccia.
(continua)
perché si riposi sul bel prato;
pure il cane si stende a lei vicino,
e dal dolore sembra consolato.
Domirono due giorni, o chissà quanto;
e appena si destarono, di fronte,
una luce d'arancio e d'amaranto
tingeva tutto intorno l'orizzonte.
- Andiamo,andiamo, è ora ormai di agire -
disse il bambino. Ed Helga, sorridente,
si alzò decisa, senza più soffrire.
Il cane andò con loro agevolmente.
Andarono per ore, su una via
odorosa di glicini e di alloro.
Poi videro un'insegna d'osteria,
e cercarono un poco di ristoro.
L'oste sembrava un orco assai ringhisoso;
li accolse con malgarbo, a muso duro.
- Oggi per noi è giorno di riposo!
Se volete, c'è un po' di pane scuro -
Ai nostri amici, tanta era la fame,
quel pane piacque più di una focaccia,
la più squisita di tutto il reame.
In un minuto, non ne restò traccia.
(continua)
sabato 13 ottobre 2012
LA BALLATA DI GIACINTO E LA SIRENETTA - 4
- Via di qua, cuccioli presuntuosi:
questa terra per voi è proibita.
Dovrete far lunghi giri tortuosi
per ritrovare la strada smarrita -
E con un improvviso spintone
buttan giù per una botola nascosta
i due miserelli. Un arpione
li afferra e li trascina senza sosta.
Helga, la sirenetta,
ha le pinne ormai doloranti.
Che destino ora li aspetta?
Potranno ancora andare avanti?
Buio improvviso. Un tonfo violento.
Poi silenzio assoluto: E una luce
fievole, e un doloroso lamento.
Una porta aperta: chissà dove conduce...
E' un giardino pieno di violette.
E in un angolo, raggomitolato,
un cagnolino emette
un lungo gemito sconsolato.
Helga, con passi esitanti,
si avvicina e lo accarezza pian piano;
ed il cane, con occhi imploranti,
lecca la sua piccola mano.
- Dormi, dormi, Helga - sembran dire
quegli occhi di animale sofferente -
dormi, perchè il sonno può lenire
anche il dolore più cocente.
(continua)
questa terra per voi è proibita.
Dovrete far lunghi giri tortuosi
per ritrovare la strada smarrita -
E con un improvviso spintone
buttan giù per una botola nascosta
i due miserelli. Un arpione
li afferra e li trascina senza sosta.
Helga, la sirenetta,
ha le pinne ormai doloranti.
Che destino ora li aspetta?
Potranno ancora andare avanti?
Buio improvviso. Un tonfo violento.
Poi silenzio assoluto: E una luce
fievole, e un doloroso lamento.
Una porta aperta: chissà dove conduce...
E' un giardino pieno di violette.
E in un angolo, raggomitolato,
un cagnolino emette
un lungo gemito sconsolato.
Helga, con passi esitanti,
si avvicina e lo accarezza pian piano;
ed il cane, con occhi imploranti,
lecca la sua piccola mano.
- Dormi, dormi, Helga - sembran dire
quegli occhi di animale sofferente -
dormi, perchè il sonno può lenire
anche il dolore più cocente.
(continua)
venerdì 12 ottobre 2012
LA BALLATA DI GIACINTO E LA SIRENETTA - 3
Bussa alla porta del castello
la sirenetta, ma non ha risposta.
Ed ecco arrivare bel bello
una rosseggiante aragosta.
- Dammi la tua voce, per favore,
sirenetta, e la porta si aprirà:
quando un giorno troverai l'amore,
il tuo canto certo tornerà.
La porta del castello ora si è aperta,
la sirena il suo canto ha già perduto.
C'è una gran luce: i due entrano in fretta;
si serrano i battenti in un minuto.
Lungo un corridoio scintillante
vanno avanti quasi all'infinito.
Giacinto ora è un poco esitante.
si sente solo e stordito.
Vuol parlare con la sirenetta:
lei scuote la testa, sperduta.
Agita le mani in fretta,
e gli fa capire che è muta.
Bisogna fermarsi, o andare avanti?
I due sono esitanti e assai dubbiosi.
Ma ecco comparire due giganti
dagli occhi infuocati e furiosi.
(continua)
la sirenetta, ma non ha risposta.
Ed ecco arrivare bel bello
una rosseggiante aragosta.
- Dammi la tua voce, per favore,
sirenetta, e la porta si aprirà:
quando un giorno troverai l'amore,
il tuo canto certo tornerà.
La porta del castello ora si è aperta,
la sirena il suo canto ha già perduto.
C'è una gran luce: i due entrano in fretta;
si serrano i battenti in un minuto.
Lungo un corridoio scintillante
vanno avanti quasi all'infinito.
Giacinto ora è un poco esitante.
si sente solo e stordito.
Vuol parlare con la sirenetta:
lei scuote la testa, sperduta.
Agita le mani in fretta,
e gli fa capire che è muta.
Bisogna fermarsi, o andare avanti?
I due sono esitanti e assai dubbiosi.
Ma ecco comparire due giganti
dagli occhi infuocati e furiosi.
(continua)
giovedì 11 ottobre 2012
LA BALLATA DI GIACINTO E LA SIRENETTA - 2
Nella terra si aprì una scaletta,
e il bambino subito scese;
scendeva sempre più in fretta,
e arrivò in uno strano paese.
Le case erano di corallo,
le fontane di acquamarina,
le finestre di puro cristallo,
e d'oro una grande piscina.
Il bimbo nell'acqua si getta,
e sempre più vi sprofonda,
quand'ecco una sirenetta
portarlo a cavallo di un'onda
giù per un gran mulinello,
fino a una verde vallata
e a un luminoso castello.
Ma c'è un drago che sbarra l'entrata.
Ha sette teste di fuoco,
piedi con ferrei uncini:
ha da sperare ben poco
chiunque gli si avvicini.
Si nasconde, la sirenetta,
in un cespuglio d'alghe vicino,
e con una soave canzonetta
addormenta il drago pian pianino.
(continua)
e il bambino subito scese;
scendeva sempre più in fretta,
e arrivò in uno strano paese.
Le case erano di corallo,
le fontane di acquamarina,
le finestre di puro cristallo,
e d'oro una grande piscina.
Il bimbo nell'acqua si getta,
e sempre più vi sprofonda,
quand'ecco una sirenetta
portarlo a cavallo di un'onda
giù per un gran mulinello,
fino a una verde vallata
e a un luminoso castello.
Ma c'è un drago che sbarra l'entrata.
Ha sette teste di fuoco,
piedi con ferrei uncini:
ha da sperare ben poco
chiunque gli si avvicini.
Si nasconde, la sirenetta,
in un cespuglio d'alghe vicino,
e con una soave canzonetta
addormenta il drago pian pianino.
(continua)
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