venerdì 5 ottobre 2012

7. Un'insegna di osteria

- Andiamo, andiamo! - disse con energia rinnovata Giacinto. - Dobbiamo affrontare decisi la nostra via -
Anche Helga sentiva che la sua sofferenza era finita, e lo stesso cagnolino sembrava rigenerato nelle sue forze.
La via era bella, fancheggiata da piante di alloro e da glicini odorosi. A un tratto videro un'insegna di osteria, e capirono di essere molto affamati e assetati.
Ma l'oste si presentò piuttosto male: sembrava un orco ringhioso e li accolse con brusche parole, annunciando che quello, per lui, era il giorno di riposo. Alle loro insistenze, disse di avere solo del pane secco: essi lo accettarono, si sedettero su una panca, e lo divorarono come se si trattasse della più morbida e saporita focaccia.
Giacinto, facendosi coraggio, chiese all'oste se avesse ancora qualcosa, mentre la sirenetta rivolgeva nel suo animo una fervente preghiera al Signore: quella di acquistare un paio di gambe al posto delle sue pinne, con le quali non era facile camminare sulla terraferma.

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