domenica 7 ottobre 2012

9. Il volo del falco azzurro

- Risalite per quella strada - spiegò l'oste - Seguite il volo d un falco azzurro, e risalendo tra aspre rocce arriverete a una fonte che dicono sia quella della felicità -
I ragazzi lo ringraziarono felici , ma lui improvvisamente cambiò tono e gridò: - Prima di lasciarvi andare via, dovete pagarmi la cena: la mia famiglia non vive d'aria! -
Giacinto si sentì perduto: - Non abbiamo il becco di un quattrino - gridò. Ma Helga lo rassicurò con un gesto: alla cintura aveva un piccolissimo borsello, e ne trasse una magnifica perla azzurrina, offrendola all'oste che rimase sbalordito e ne fu molto contento.
Ripartirono subito, anche se il cielo era già scuro. Il sentiero nel bosco si riconosceva anche al buio, perché gli alberi sembravano iridescenti. Sul far dell'alba, erano arrivati fuori dal bosco, e trovarono una stradina che fiancheggiava un muro.
Giacinto era incredulo: quel  muretto e quella stradina li conosceva benissimo, non erano lontani dalla sua casa e dal suo paese.

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